U ciuccio e Fichella

 

Fichella era un povero carrettiere, un misero facchino trasportatore dei Pianesi di tantissimi anni fa. Aveva la stalla al Largo S. Gaetano e precisamente in un piccolo vano del Palazzo Canale.

Le sue stremenzitissime finanze non gli consentivano di cambiarsi il malandato asino di cui disponeva, un asino che avrebbe avuto bisogno di un veterinario tutto per se, perché carico di piaghe, tanto che all’epoca divenne il simbolo delle malattie.

Era uno strazio vederlo andare in giro sotto lo sgangherato carrettino di Fichella a cui si stringeva impotente il cuore e per quanto gli risparmiasse frustate le condizioni del povero ciuccio non miglioravano.

La gente del popolare quartiere cavese ancor oggi quando vuole indicare qualcuno carico di acciacchi e di malanni, va al pensiero e più che col pensiero, col ricordo alla povera bestia del misero Fichella e ripete:

“ Pare ‘u ciuccio ‘e Fichella: trentasei chiaje (piaghe) e a coda fraceta !”