Tagliariello


Quando penso a Tagliariello mi ritorna all’orecchio un “siscariello…” un prolungato, discreto sibilo ripetuto di tanto in tanto.

Si, perché Tagliariello, ne sentire quel fischio, leggero fischio, intermittente, andava su tutte le furie, perché non ammetteva che fosse una casualità, che fosse un diversivo di qualche cittadino che aveva, magari, le ubbie per la testa, un richiamo di un familiare ad un altro familiare, un’intesa di appuntamento fra due fidanzati. No, tutte queste eventualità non erano concepibili per il nostro eroe: il fischio era diretto a lui, solo a lui per dilegio; non v’era alternativa di sorta!

Era allora che Tagliariello predeva a rincorrere il suo ipotetico immaginario “sfrocoliatore” per esercitare la sua vendetta. Ma ecco che un effettivo persecutore lo attirava a se con un “siscariello” emesso da un punto opposto e a distanza.

E fra una corsetta ed un’altra, fra un “siscariello” si svolgeva la giornata della vittima da questa sonora persecuzione.

Tagliariello era alle dipendenze della Cooperativa Operaia da anni diretta da Don Peppe De Iulis che con molta comprensione tollerava queste continue sfuriate del suo dipendente oggetto di tanta persecuzione.

Non mancava a Tagliariello un certo debole per la politica paesana ed era perciò un ardente e talora incomposto sostenitore di un giovane penalista già affermato professionalmente e politicamente.

Ma per un broglio pre-elettorale il penalista candidato fu messo al bando dal responso delle urne con grave delusione e disappunto di tutto il clan dei suoi sostenitori. Si pensò allora di porre in candidatura il fans per eccellenza:”Tagliariello”. Non è possibile descrivere quello che successe.

Una campagna elettorale arroventata, da discorsi memorabili, scambio di querele, mentre il ridicolo dilagava nel paese.

In sostanza il sostenitore Tagliariello fu per pochi voti, tanti da contarsi sulle dita di una mano sola, sul punto di varcare la soglia della Provincia in veste di Consigliere.

A Cava successe il finimondo immediatamente dopo l’elezioni, fra canzoni in vernacoli cantate a gran voce e cortei di giubilo per il quasi successo di Tagliariello, si sghignazzò e si rise per diverse sere.

Tagliariello divenne l’eroe della ridicola situazione.

Tagliariello è scomparso dalla scena del mondo da diversi anni, ma ancora oggi, quando si vuol definire un risultato elettorale paradossale si suol ripetere “l’elezione di Tagliariello”.