Cava dei Tirreni

                                                               A Mimì Apicella, di lei figlio devoto, onde tragga

                                                                fecondo avvenire da queste simpatiche fatiche.

 

Dall’alta luce delle tue colline

scendono a valle tremuli concenti

(fievoli voci d’anime disperse

                       lungo la storia ?)

 

e van leggieri su per le tue case

multicolori o Cava, ed il pensoso

ascolto il vario ritmo, e non so dirmi

                    se è passato od inno !

 

Pur mi conforta nel diuturno affanno

questa luce canora, e l’armonia

delle tue piccole cose segrete

                      stempra il mio cuore.

 

Scende, risale, libra e si diffonde

nelle case e nei petti, e una dolcezza

par che sorridi nel brillio dell’aria

                               vaga e lucente !

 

Corri all’amplesso dei tuoi verdi colli,

su cui, bianca fanciulla, in lieve bisso

stendi gli omeri bianchi, ond’ io mirando

                                    il tuo tripudio

 

nella pia solitudine solenne

son pur felice; e nell’azzurra veste

dei tuoi clivi t’inebri, ed io mi sento,

                            per te poeta !...

                                               GIORGIO LISI