SCHERMAGLIA

Tu vuoi che io dimentichi. E perchè

Negarti un così piccolo favore?

Dovrei essere ingrato, visto che

mi prodigasti un dì tutto il tuo amore.

 

Ma dal tuo canto, mi dovresti usare

un’altra cortesia: ridirmi come

ti chiami, perchè non so ricordare

più (guarda il caso) quel tuo dolce nome.


AVVERTIMENTO A NELLY

Quando nacque il mio amore, se rammenti,

avevi in testa la dovizia scura

di due trecce finissime, lucenti,

le labbra senza patina e dei grilli

una pazza, invincibile paura.

Un dì le trecce nere abbandonasti

-che pena !- sull’altare d’un capriccio.

...E non fu nulla. Poi m’insudiciasti

Il viso con un bacio attaccaticcio

...e non fiatai. L’amore mio è testato,

forzando la sua buona volontà,

come un povero naufrago, aggrappato

al terrore dei grilli, ultima tavola

d’un affondante femminilità.

Ma se un giorno t’avesse a capitare

di trovare le forze inaudite,

l’eroismo di non metterti a strillare

dinanzi a un grillo solo, uno soltanto,

Nelly, ti giuro, attaccheremo lite.

LE STRADE

Vanno le strade lontano,

oscillano tremule

nel rosso bruciore

 del pazzo solleone.

Vanno indorate dal gelo

che nello spazio le inchioda,

s’avviano tutte a solcare

l’opposto Emisfero,

cercano insieme l’Antipodo,

donde rifanno il cammino

eguali, pazienti,

seguendo il corso del Sole.

Ma no, pellegrino,

non zoppicare scrutando

le vette turchine:

le strade eterne che vanno

con lena perpetua

e non arrivano mai,

vedi son tutte in pendio,

verso la curva barriera

dell’Infinito che spegne

suoni e colori.

Scoscendono verso qualcosa

che nel convulso e bruciante

tremito della distanza

è gelida e ferma: la Tomba.