CREPUSCOLO

(POSTUMA)

 

Sulla città sperduta nel colore torbidodel’orizzonte

le nubi si contorcono come lussuriosi fantasmi

briachi del liquido spazio turchino.

Nei campi fumosi che aspettan tacendo

le prime folate  dell’ombra,

annusan le mucche solenni

la nera carezza notturna.

Laggiù, nella sera che avanza da Oriente,

gioiso si lancia lo strepito vasto fuggente di un treno,

mentre nei fossi vicini e lontani

comincia in sordina, trillando,

la chiucchiurlaia delle rane.


 

L’ATTIMO FOLLE

(POSTUMA)

 

Ho chiesto al mio Amore il più forte

l’estremo dolore:

vederlo morire di schianto;

e l’ho duramente atterrato.

Adesso somiglio al fanciullo

che sapientemente ha costruito

un alto castello di pietre

sol per poterlo crollare

con una brutale sassata.

Che voluttà dallo schianto

dell’alto castello colpito.

Che attimo folle di gioia !

Ma dopo, le sparse rovine

guardando, egli pensa

che mai non avrebbe dovuto

lanciare quel sasso violento.


 ACQUERELLI

 

Vespro d’estate. Intorno alla fontana

ciarlano le ragazze  e sulle bocche

vermiglio hanno il sorriso sonnolento

dell’innocenza pavida, pensosa

che il tramonto soggioga ed avvelena.

 

Scendon le prime ombre. Il chiacchierio

 - chissà perché – si cheta a poco a poca

e con la loquacità tumultuosa

l’acqua pura discende nelle brocche.

Sulle gambe vivaci, allegramente,

stroccano le sottane irrequiete.

 

La sera incalza. Dal lavoro rude

tornano i vecchi, i giovani, affamati

storditi dalla vampa meridiana.

Nelle case s’accendon le lucerne

e intorno ai deschi dei lavoratori

c’è un’allegria chiassosa di bambini.

 

Mezzanotte. Il villaggio dorme immerso

Nel chiarore biancastro della luna.

Come una vecchierella la fontana

Sta narrando alla gente addormentata

chissà che storia lunga lunga lunga

di fate belle e di castelli d’oro.

 

Mezzanotte… che fiore rigoglioso

quell’altera fanciulla che ha riempita

la bocca e se n’è andata taciturna…

Com’eran belli i suoi capelli biondi

Che avevano i rifelessi del frumento

Brunito sotto il sole aspro di giugno.