QUARANTA

 


Antichissima e nobile famiglia salernitana di origine longobarda, attestata fin dai sec. X-XI. Ebbe come capostipite un nobile Cavaliere che fu soprannominato “dei Quaranta” per aver accolto e rifocillato quaranta cavalieri normanni che salvarono Salerno da un attacco di saraceni all'epoca del Principe Guaimaro IV. Per tale merito il Cavaliere “dei Quaranta” ebbe una vasta proprietà fra Salerno e Cava de'Tirreni, dove la famiglia si stabilì e dove fondò in seguito la Chiesa dei SS. Quaranta Martiri, divenendo una delle famiglie più prestigiose di Salerno e Cava. Intorno alla loro villa sorse poi, in epoca normanna, il Casale Quaranta (sec. XII). Con l'arrivo della dinastia angioina vari rami della famiglia si trasferirono a Napoli, dove furono Patrizi dei Seggi di Forcella e di Porto. Nel XIV il ramo del Seggio di Porto fu complice nella congiura contro i Griffo e per tale ragione alcuni membri furono costretti a tornare a Cava de'Tirreni, dove sorse un nuovo e prolifico ramo. La famiglia prosperò poi nei secoli seguenti, ampliata in vari rami, che si diffusero a Cava, Salerno, Napoli e Gaeta.

-Angelo (sec. XIII-XIV) Patrizio Napoletano di origine cavese; Credenziere del sale in Napoli; prestò denaro a Carlo d'Angiò;

-Sergio (sec. XIII-XIV) Patrizio Napoletano di origine cavese (forse abitante nella Piazza di Forcella in Napoli);

 -Grazio (sec. XIII-XIV) Patrizio Napoletano del Seggio di Porto, ma di origine cavese; prestò denaro a Carlo d'Angiò; Congiurò con altri del suo seggio contro la potente famiglia dei Griffo (1305); poco dopo, però, tornò nelle simpatie di re Roberto e fu Esattore delle collette per la piazza di Porto insieme ad altri nobili;

-Benvenuto (o “Venuto”) (sec. XIII-XIV) Patrizio Napoletano del Seggio di Porto, ma di origine cavese; Collettore di Napoli; Congiurò contro la potente famiglia dei Griffo;

-Ligoro (sec. XIII-XIV) Patrizio Napoletano del Seggio di Porto, ma di origine cavese; Congiurò con altri del suo seggio contro la potente famiglia dei Griffo.

-Paolo (sec. XIII-XIV) Patrizio Napoletano del Seggio di Porto, ma di origine cavese; Congiurò con altri del suo seggio contro la potente famiglia dei Griffo.

-Stefano (sec. XIII-XIV) Patrizio Napoletano del Seggio di Porto, ma di origine cavese; già morto all'epoca dell congiura contro i Griffo.

-Nicolò (sec. XIV); Patrizio Napoletano del Seggio di Porto; Congiurò con altri del suo seggio contro la potente famiglia dei Griffo e per questo fu costretto a ritornare a Cava de' Tirreni; = Caterina Longo, nobildonna salernitana. Capostipite di un nuovo ramo a Cava de'Tirreni e Salerno.

    -Andrea (sec. XIV); Nobile di Salerno e di Cava;

           -Matteo (sec. XIV-XV); Nobile di Salerno e di Cava;

               -Andrello (sec. XV); Nobile di Salerno e di Cava;

                   - Ferdinando (sec. XV); Nobile di Salerno e di Cava; caro al re Ferdinando I ed al re

                                    Alfonso      II d'Aragona; Familiare della corona, Cancelliere e Commissario

                                     regio; Ministro Regio in Otranto e Terra di Bari (1481); Incaricato di una

                                     missione in Morea dal sovrano; Ambasciatore presso Papa Innocenzo VIII,

                                     dal Duca di Milano ed dal Duca Gonzaga; ottenne una provvigione per i suoi

                                     servigi alla corona (1488); ottenne inoltre dal sovrano la Mastrodattia (privilegio

                                     consistente nel gestire gli atti pubblici) di Foggia e di Cava e successivamente

                                     ottenne dal Cardinale d'Aragona (commendatore della corte ecclesistica di

                                     Cava) la Mastrodattia della Chiesa di Cava; Ambasciatore di re Alfonso II

                                     presso il Sultano di Tunisi; ottenne da Carlo VIII di mantenere il possesso della

                                     citata Mastrodattia (1494), così come fece il Conte di Foggia per la Mastro=

                                     dattia di questa città; rinunciò infine alle dette Mastrodattie per il figlio

                                     Giovan Tommaso;

                           - Giovan Tommaso (sec. XV-XVI); Nobile di Salerno e di Cava; Familiare della regina

                                                       Giovanna, vedova di re Ferrandino, che gli confermò le Mastrodat=

                                                        tie a cui il padre rinunciò per trasferirle a lui, ed in seguito, anche il

                                                        re Ferdinando il Cattolico gli confermò tale privilegio (1515);

                                  -Giulio (+ 1566); Nobile di Salerno e di Cava; Giudice Regio a Stilo, in Calabria,

                                                            dove morì;

                                                 -Giovan Tommaso (sec. XVI); Nobile di Salerno e di Cava;

                                                 - Matteo (sec. XVI-XVII); Nobile di Salerno e di Cava.

                                                 - Placido (sec. XVI-XVII); Nobile di Salerno e di Cava; sacerdote

                                                 -Stefano (sec. XVII); nato a Cava dei Tirreni. Arcivescovo di Amalfi. Di lui abbiamo

                                                                quattro trattati che si occupano: 1) Dell’alienazione dei beni della Chiesa;

                                                                2) Dell’autorità arcivescovile; 3) Del conc. Provinciale; 4) Del potere del capitolo

                                                                e della sede vacante.(Napoli, 1586; Venezia, 1600; Lione,1612;). Pubblicò

                                                                anche: Sommario del Bollario, Venezia, 1607 e Lione 1612; Dupin, Tavola degli

                                                                autori ecclesiastici del sec XVII, 1671 e 1672. Fiorì nel secolo XVII.

            -Giacomo (sec. XIV); Nobile di Salerno e di Cava;

                   -Giannotto (sec. XIV-XV); Nobile di Salerno e di Cava.

            -Roberto (sec. XIV); Nobile di Salerno e di Cava;

                   -Antonello Quaranta (sec. XIV-XV); Nobile di Salerno e di Cava;

                            - Bernardo (sec.XV)Nobile di Salerno e di Cava; Dottore in legge; Cavaliere, armato da Ferdinando I

                                                           d'Aragona; Valoroso combattente alla Battaglia di Sarno (1460), per cui fu

                                                          esentato dal re dal pagare qualsiasi colletta o tassa e fu esentato da qualsiasi

                                                          servizio personale dovuto alla corona; Rappresentante di Cava presso il re (1460)

                                                          con altri nobili; Ebbe inoltre il privilegio dallo stesso re Ferdinando di poter ottenere

                                                          ogni anno 50 carri di grano dalla produzione del Regno; Regio Auditore nella

                                                          Provincia di Terra di Bari.

               Da: “Discorso dell'Illustrissima famiglia Quaranta” (1660), “Vicende medioevali del Mezzogiorno da un discorso araldico del secolo XVII ” (1931), di Andrea Genoino.

Discorso dell'illustrissima famiglia Quaranta - Anonimo manoscritto del 1660
Si sconsiglia vivamente la lettura ai cavesi doc. Della serie: molti cavajuoli sono di origine salernitana.........
Albero genealogico della famiglia Quaranta della Cava

Dal Dizionario Storico Salernitano del Prof G. De Crescenzo.

 

     -Federico, nacque a Cava nel 1788. Fu capitano delle squadre napoletane al servizio di Francia (1815) e cadde sotto Danzica per sette ferite mortali, Napoleone I l’insignì della Legion d’Onore e Napoleone III lo decorò della medaglia di S. Elena.

   -Fra Giovanni Michele nato nel 1776 a Cava. Dotto maestro di teologia. Appena settenne vestì l’abito agostiniano. Compiuto il primo lustro, fu prescelto dal superiore della casa Agostiniana del Cilento. Fu Priore a Gaeta, dove si distinse durante l’assedio per opere di pietà. Soppressi gli Ordini religiosi, anzichè ritirarsi tra gli agi della sua casa, si rifugiò nel convento del Cilento. Ritornati i Borboni a Napoli per ordine del Cardinale Ruffo, gli fu affidata la direzione della chiesa di S. Carlo alle Mortelle, e per opera sua l’Ordine Agostiniano fu ripristinato. Rifiutò il cappello vescovile inviatogli da Gregorio XVI. Morì il 23 febbraio 1857. Fu tumulato  nella chiesa della Maddalena degli Spagnuoli a Napoli, dove si legge una bella iscrizione dettata dal nipote Bernardo.

   -Giuseppe, nato il 23 marzo 1768. Si dedicò alle lettere ed alle leggi, e presto acquistò fama di giureconsulto. Nel 1804 fu governatore del Monte fondato in Cava da Vincenzo Della Monica. Nel 1836 fu eletto di Napoli, e  si distinse per sentimenti di pietà e per generosità di animo durante il morbo asiatico. Morì a Napoli il 15 giugno 1849.

   -Bernardo, nato nel febbraio del 1796 da Giuseppe, barone di S. Severino e Fusaro, e Maria Veronica Mirabelli nata marchesa Centurione. Il padre, avendo scorto in lui doti svegliate di mente, lo affidò a valenti professori ed a venti anni potè vederlo cattedratico in archeologia e letteratura greca all’Università di Napoli.   In gioventù esercitò con successo la professione del Foro, ma presto si diede tutto allo studio dei classici greci e latini, che gli dischiuse vie gloriosissime. Imparò il sanscrito e l’ebraico, il francese, il tedesco,  l’inglese ed il russo, ed entrò in relazione con i dotti delle rispettive nazioni. Dedicatosi alle scienze naturali, fu emulo del Covelli, del Pinto, del Chiaverini. In seguito fu interprete e Soprintendente dei papiri ercolanesi. Direttore degli Annali Civili del Regno e del Reale Museo Borbonico, membro della Giunta  della Pubblica Istruzione e di quella della R. Biblioteca. Le moltissime illustrazione sull’antichità pitturata, le memorie su iscrizioni greche ed osche poco prima scoperte, gli procurarono l’iscrizione all’Istituro di Francia (1830). Coltivò la poesia ed ebbe gusto squisito per la musica, sulla quale arte scrisse in importante trattato. Fu ascritto a tutte le Accademie di Europa e d’America e venne decorato da tutte le potenze europee. Morì a Barra il 21 settembre 1867. La sua salma fu sepolta nel Cimitero di Napoli, nel recinto degli uomini illustri. Pubblicò, fra altro: “Origine vicende escavazioni di Ercolano e Pompei”; tradusse Orazio, Eschilo, Anacreonte. Tutta l’opera di lui – tre grandi volumi --  si conserva nella Biblioteca Comunale di Cava.