LAMBERTI

  

Questo scrive Claudio Galasso in un articolo di qualche anno fa:


“Dalla storia non tanto lontana è rimasto evidente il buon comportamento dei primi Re angioini e del Re aragonese Alfonso il magnanimo, che aiutarono il popolo con accorte leggi e ne attenuarono la servitù verso i regnanti sfruttatori, i quali ritenevano naturale ricevere solo tributi dal popolo che secondo essi doveva solamente lavorare e soprattuttto pagare tasse ai baroni e soggiacere ai loro capricci e prepotenze.

   Gli Angioini costituivano una nobile e potente famiglia di Francia, e occuparono con i loro eserciti l’Italia meridionale, prima dominata dai Normanni e dagli Svevi. Il primo di questa dinastia fu Carlo I d’Angiò, che venne incoronato a Roma nel 1265, col titolo di Re di Sicilia, e stabilì in via definitiva la sua Capitale nella città di  Napoli. I primi successori di Carlo I, e cioè Carlo II e Roberto d’Angiò, furono ottimi sovrani e corressero anche in parte gli errori di Carlo I.

   Difatti, allontanarono dalla loro corte, i francesi, e governarono il paese con l’aiuto dei nobili locali; ed il loro governo fu, perciò, saggio ed illuminato, e non si verificò l’odio violento, che esplose il 31 Marzo 1282, a Palermo, con i Vespri Siciliani, ed a seguito del quale, tanti francesi furono uccisi e cacciati dalla Sicilia.

   La famiglia “Lamberti” che porta il nome dal suo castello e feudo “Lambert di Saint- Bris” in Francia, fu una distintissima famiglia che venne a Cava appunto con gli Angioini.

   Da una precisa ricognizione storica, del Dott. Agnello Polverino, abbiamo appreso, che Nicolò Lamberti fu assunto dalla Regina Giovanna II in qualità di Giustiziere e capitano di Anglona e Agnone degli Abruzzi, carica che in precedenza, erano già state ricoperte, dal famoso capitano Gicomo Lamberti.

   Nicolò, ereditò tutti i beni degli avi, come è descritto nella “Platea dei Censi” e pure delle rendite  dell’Archivio del Monastero della SS. Trinità, e lasciò come suo erede “Spinello di Lamberti” della Cava, il quale nel 1480 andò a combattere contro i Turchi ad Otranto e ricevette i massimi onori militari.

   Spinello ebbe due figli: Bernardo e Giustino, il primo dei quali fu valorosissimo capitano e l’imperatore Carlo V gli concesse il governo della città di Otranto per tutta la vita.

   Lo stesso, contrasse matrimonio con Madama Lucia Lamberti, figlia del nobile Egidio dei Lamberti ed ebbe quattro figli: due maschi e due femmine: Alessandro, Gio Benedetto, Laudonia ed Isabella.

   Fu, però,  assai sfortunato, e morì in una furiosa battaglia, allorchè il Marchese di Pescara, lo chiamò in aiuto, a seguito della dichiarazione di guerra ai francesi da parte dello stato di Milano. Gustino, fratello di Bernardo, sposò, invece, a Napoli, sua residenza, la nobilissima Giulia Capobianco di Benevento, ed ebbe un figlio di nome Ferdinando, che sposò Aurelia De Lega di nobile famiglia e ne ebbe un figlio di nome Vincenzo.

   Fu proprio quest’ultimo, ad intentare giudizio, presso la Sacra Reggia Camera, contro Gio Benedetto,cugino del padre, affinchè si pronunciasse a chi dei due spettasse il diritto alla successione delle prerogative regie.

   La Sacra Regia Camera il 1° ottobre del 1583, ascoltò Gio Benedetto, e stabilì che entrambi i due rami del loro antenato Spinello, avevano pari diritti , e la vertenza così si concluse.

   Il figlio del defunto Bernardo –Gio Benedetto- sposò la Arcangela Vitale, discendente dai nobili militi Marco e Lucia, e dalla loro unione nacque Gio Federico, il quale a sua volta prese per sposa Geronima Tagliaferri figlia di Gaspare, proveniente dalla nobiltà di Rossano, ma originari di Parma.

   Da tale ultimo matrimonio, nacque Fulgenzio, il quale ebbe quattro figli: Don Francesco, Don Giambattista e Don Baldassarre, sacerdote e dottissimo teologo.

   Don Michelangelo Lamberti ebbe quattro figlie, due delle quali ebbero la vocazione di suore di clausura nel monastero di

S. Giovanni Battista di Cava. La prima Agata, prese il nome monastico di suora Maria Arcangela e diventò abbadessa nello stesso Convento; la seconda prese il nome di suora Caterina. Sin dal 2 Novembre1692, il padre si obbligò a pagare per le due figlie, 100 ducati annui, sino alla loro vestizione e successivamente, il 18 Gennaio 1699, in occasione dei voti solenni, versò al Monastero ben 1200 ducati come dote.

   La quarta figlia, Donna Maria Emmanuele, andò sposa a Don Francesco de Fulgore (della città di Aversa) la di cui famiglia già da due secoli era onorata dell’abito e della Commenda dei Cavalieri di S. Stefano. Il De Fulgore pervenne nel regno tra i cavalieri e capitani dell’Imperatore CarloV. Della famiglia Lamberti, che da Napoli era venuta a Cava, solo un ramo vi fece ritorno; un altro ramo se ne staccò nel 1725 e si stabilì a Bari.

   Come risulta dagli atti dell’archivio del Priorato dell’Ordine di Barletta, un Fra Giovanni Lamberti, nel 1537, ottenne l’abito di Cavaliere di Malta, e nel 1730, lo stesso abito, ricevette pure un Giovanni Antonio Lamberti.

   Come si evince da quanto sopra descritto, la famiglia Lamberti è tra le più antiche e nobili della città di Cava, per devozione al Sacro Monastero della SS. Trinità, per uomini illustri con cariche importanti, per Artisti, Medici, Scienzieati, Letterati e Giuristi.”

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