DE BONIS

 


   Secondo l’Auriemma Mastridatti in “Ragioni pe li signori D. Domenico De Bonis ed altri della città di Sessa Cilento innanzi al R. Consigliere d. Carlo Iannelli” –ed. 1718- questa famiglia è originaria di Sessa Cilento. Suoi appartenenti si stabilirono sia a “La Cava” che a Salerno.

   Ed il De Crescenzo nel suo Dizionario Storico Salernitano, li menziona e ne illustra l’attività per:

    FRANCESCO ANTONIO: eccelse nelle lettere, nella milizia e nel diritto. Combattente nelle guerre contro i turchi, sotto il vessillo di Leopoldo I d’Austria, nel primo assedio contro la città di Buda: riportò ferite e strappò al nemico cinque bandiere.

   GIUSEPPE: canonico ed arcidiacono del Capitolo Cattedrale di Cava. Liberale, in corrispondenza con i più ferventi patrioti del tempo. Dottore in lettere, in filosofia ed in legge. Fu ascritto alla Carboneria e fu membro effettivo della Accademia dei Lincei.

Visse in consuetudine col Mazzini e col Gioberti, del quale ultimo fu fervido propugnatore, tanto da essere inviso e tenuto d’occhio dalle autorità ecclesiastiche. Oratore sacro e benefattore del popolo. Tra i suoi discorsi si ricorda quello per i caduti di Dogali.

   ANDREA: nato in Salerno il 20 settembre 1872 da Enrico e Teresa Pisapia. Abbandonò gli studi di legge per la carriera militare. Dopo la sventura delle armi italiane ad Amba Alagi, volle pertire volontario per l’Africa, dove l’1 marzo 1896 cadde nella terribile battaglia di Abba Garima (Valle di Adua) alla testa della sua compagnia del 10° Battaglione, Brigata Da Bormida, compagnia interamente distrutta ad eccezione del Tenente Alfredo Baisio, che ebbe la ventura di essere ferito all’inizio del combattimento e salvato dal De Bonis. Il colonnello Menarini scrive che il De Bonis, da solo e ferito in più parti del corpo, alle estrema punta del monte Erar, tenne testa per oltre un’ora all’invasione della orda barbarica.

Fu decorato medaglia d’argento al valor militare.